Parrocchia dei Santi Rocco e Martino - Redavalle

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Pilastro stodico di San Martino in Strada

Il Pilastro storico di San Martino in Strada

Un'insigne Pieve medioevale... e un pilastro vetusto

Il "Pilastro storico di San Martino in Strada" sorge nel podere denominato "Domi San Martino" che, secondo alcuni storici locali, era l'ubicazione di Cameliomago, città di origine gallo-romana sorta nel sec. III a. C. e distrutta verso la metà del sec. V d. C.

Nel medesimo luogo venne eretta nel sec. IX, forse ad opera dei Franchi, la Pieve di San Martino in Strada, tra le chiese più importanti della zona nell'alto Medioevo, di cui erano suffraganee le parrocchie di Barbianello, Castagnara, Cigognola e Mornico Losana. Si presume che la chiesa avesse corpo basilicale a tre navate, di notevoli dimensioni; inoltre nei pressi vi era il cimitero e un "ospedale" per le persone di passaggio sulla via Postumia. Pur appartenendo alla Diocesi di Piacenza, il complesso dipendeva, almeno tra i secc. X e XVI, dal monastero di San Pietro in Ciel d'Oro di Pavia. Nel sec. XVI iniziò per la Pieve un'inesorabile decadenza; la popolazione infatti si accentrò sempre più nell'odierna Redavalle, abbandonando San Martino in Strada e privilegiando l'oratorio di San Rocco, innalzato a parrocchiale nel 1599 ed ampliato nel sec. XVIII, con l'utilizzazione dei laterizi della vecchia chiesa.

Nel podere "Domi San Martino", a memoria della Pieve, nel 1724 venne innalzato dall'arciprete don Primo Andrea Sterpi un Pilastro votivo, dipinto su tre facciate con le effigi della Beata Vergine, di San Martino e di San Rocco. Il Pilastro non resistette a lungo alle intemperie, perché nel 1808 don Truffi fu costretto ad un primo restauro, seguìto da un secondo nel 1896 ad opera di don Pietro Penovi. A tale periodo risale l'unica testimonianza grafica del manufatto: un disegno datato 27 ottobre 1897 e realizzato da Francesco Bornaghi. Rappresenta l'alzato principale con una ricchezza dei dettagli che ci permette di ricostruire con precisione tutti gli ornamenti architettonici.

Del Pilastro fa menzione anche Alessandro Cerioli: La vigna "domi" o "domo" San Martino situata ad un chilometro da Redavalle, verso Cassino, sulla via Emilia o Romea, fa angolo colla strada che conduce a "Case Ramati". Un antico pilastro, rimodernato da un decennio circa dall'odierno arciprete, rev. Pietro Penovi, sormontato da Croce, è l'unica memoria apparente della chiesa collegiata "S. Martino". Sempre nel Cerioli si trova la sola testimonianza fotografica d'epoca che risale all'inizio del Novecento.

Il progetto di resturo

Il Pilastro di San Martino è un manufatto in mattoni pieni di dimensioni approssimative m 1,35 x 1,00, per una altezza attuale di circa m 3,80.

Il monumento si trova in precarie condizioni di conservazione: la principale patologia è costituita da un'erosione dell'ammattonato dell'angolo Sud-est alla base del monumento, inoltre è mancante del coronamento. Si è potuto altresì determinare un'inclinazione rispetto alla verticale geometrica in direzione Nord-est. Infine l'intonaco che ricopriva il paramento murario è quasi completamente caduto e l'intera struttura è esposta alle intemperie.

I lavori prevedono una prima fase di consolidamento e messa in sicurezza, con ricostruzione della parte laterizia mancante e rinforzo strutturale. Il Pilastro verrà inoltre riposizionato a filo piombo, per quanto possibile. Il manufatto verrà liberato dal materiale estraneo ed i giunti saranno stilati con calce naturale.

Completata la messa in sicurezza, si provvederà al restauro vero e proprio. Per la ricostruzione del basamento e di tutte le cornici verrà utilizzata pietra arenaria, mentre il pilastro sarà interamente intonacato con malta di calce naturale con unica colorazione sui toni dell'ocra. Per quanto riguarda i profili delle modanature e cornici, verranno rispettate le sagome e le proporzioni del disegno storico; come pure i medaglioni presenti nella parte intermedia, che recheranno incise l'iscrizione storica di don Sterpi, nonché un'epigrafe a ricordo dei restauri. Se il budget lo permetterà, saranno collocati nelle nicchie i bassorilievi dei Santi e della Vergine, di nuova realizzazione. La copertura verrà realizzata in acciaio corten, conclusa con la croce in ferro su modelli storici.

Nell'area pertinenziale è prevista una pavimentazione in masselli autobloccanti anticati, con arredo urbano, ed una piccola zona verde. Il monumento verrà inoltre provvisto di illuminazione pubblica come da accordi con l'Amministrazione comunale. L'accesso all'area avviene dalla strada interpoderale, che verrà sistemata fino alla zona del Pilastro con finitura in pietrischetto.

A completamento, sarà installata una segnaletica informativa connessa al portale internet parrocchiale, con descrizioni storico-artistiche del monumento.

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